mercoledì 13 giugno 2012

Speciale Sonata Arctica, parte 2: recensione di Stones Grow Her Name

Eccoci pronti, finalmente, a concludere la nostra panoramica sulla carriera musicale dei finlandesi Sonata Arctica. Li avevamo lasciati al tetro e bellissimo The Days Of Grays del 2009. Da allora sono passati tre anni e, da qualche settimana, è comparso nei negozi il nuovissimo Stones Grow Her Name. Un disco che aspettavamo in molti con curiosità perché, come abbiamo visto, dal 2004 la band ci ha fatto capire ben poco velatamente che fare pronostici è futile, ed è pressoché impossibile prevedere come suoneranno i Sonata Arctica del 2012. Certo, qualche trailer online era già disponibile. D’altro canto risulterebbe assurdo giudicare le composizioni (presumibilmente molto varie) da spezzoni di pochi secondi. Non s’è potuto far altro che attendere la nuova fatica dei finnici, ascoltarla più volte e, infine, discuterne amichevolmente. 


Il primo impatto

Ecco, l’hanno fatto di nuovo. Al primo ascolto mi hanno spiazzato anche se, paradossalmente, era prevedibile. Quello che stiamo ascoltando è, in tutto e per tutto, composto dai Sonata Arctica e si sente. E se l’opener Only The Broken Hearts (Make You Beautiful) è un pezzo dalle sonorità abbastanza classiche che potrebbe far pensare a un ascolto tranquillo e privo di eccessivi sobbalzi, quello che ci aspetta è qualcosa di assai diverso. Nulla di eclatante da annotare sul versante tecnico. La band non delude e gli anni di esperienza si impongono. 
Sicuramente, una piacevole sorpresa è rappresentata dall’aggressivo riffing di Viljanen (che di professione, prima dei Sonata Arctica, faceva il “guitar hero” e sfornava dischi solisti) che conferisce al tutto una gustosa impronta classic metal/hard rock inedita per la band. Chitarre decisamente più evidenti, quindi, ma che non scalzano mai, per importanza, le tastiere di Klingenberg, vero marchio di fabbrica del quintetto. In primo piano, al solito, la voce del mastermind Tony Kakko che sfodera una buonissima prestazione riuscendo, tra le altre cose, a variare il proprio stile. Tonalità più basse (una buonissima abitudine che il singer ha preso ai tempi di Reckoning Night), di quando in quando spunta una dissonanza o un urlo, che però non inficia in alcun modo l’efficacia delle canzoni; anzi. I brani, come detto, hanno impresso a fuoco il marchio dei Sonata Arctica. Il disco è però molto vario e fanno capolino, qui e la, nuovi synth e nuovi effetti che consegnano all’ascoltatore un’esperienza diversa da quelle regalate dai precedenti platter. 

Le tracce dell'album

L’atmosfera generale del lavoro è più rilassata se confrontata con l’oscuro predecessore, oltre che più movimentata, più dinamica e più rock. I tempi del veloce power metal di Silence sono distanti anni luce e i Sonata sono, oggi, una band impossibile da classificare. Per rendersene conto è sufficiente lasciar trascorrere i tre minuti della già citata opener, pezzo nella media dal ritornello tristemente prevedibile, e giungere a Shitload Of Money, una canzone spaventosamente hard rock che farà sfaceli in sede live. Si prosegue con Losing My Insanity. Intro pianistica tetra (che a tratti mi ha ricordato qualcosa di Rachmaninoff) che sfocia in un potente riff. Il tutto si apre in un arioso refrain. Questo è quanto di più prossimo al vecchio power metal il disco abbia da offrire: bisogna farsene una ragione. Ritmi tesi invece per la seguente Somewhere Close To You, che si avvicina per atmosfere a The Days Of Grays, ma che, per sonorità, è appartenente al cento per cento al nuovo album. Interessante la linea vocale e l’interpretazione di Kakko, a metà strada tra l’urlo di rabbia e il grido di disperazione. 

I primi venti minuti sono trascorsi e, benchè trovi il disco inferiore al precedente, l’esperienza sonora è tutt’altro che spiacevole. Penso, però, che questo disco passerà alla storia come l’album contenente la più brutta canzone della band. La quinta traccia I Have A Right, per altro singolo apripista del lavoro, è davvero orribile. Difficilmente mi è capitato di essere così categorico in un giudizio, eppure è così. Quasi cinque interminabili minuti di agonia acustica scanditi da un ritornello irritante, ripetuto come un mantra per tutto il brano, sostenuto da tastiere dal suono, forse, ancora peggiore. Anche i momenti meno ispirati di Unia erano ben lontani dall’essere un tale pasticcio. Ma volete sapre la cosa peggiore? Una volta sentita la canzone, non potrete fare a meno di canticchiarne l’orrido motivo ogni momento, risultando odiosi a voi stessi e al prossimo. Personalmente, sto cercando in tutti i modi di disintossicarmi ma è un’impresa assai ardua... 

Fortunatamente, si tratta di un episodio isolato, visto che dalla successiva Alone In Heaven, pseudo-ballad dalla melodia non immediata ma molto piacevole, i Sonata aggiustano il tiro tornando su standard qualitativi più che accettabili. Si ritorna indietro nel tempo con The Day, forte dell’intro, secondo me, più riuscita del lavoro. Le melodie richiamano, in egual misura, gli ultimi tre lavori creando un mix estremamente riuscito anche se, probabilmente, il brano non colpisce quanto altri. Giungiamo quindi a Cinderblox, il brano più “festoso” del lavoro. Un divertente e sorprendentemente riuscito connubio di power metal e western (?!), dalla linea vocale dissonante, fa le veci di quello che Zeroes fu per The Days Of Grays. Anche se, a differenza di Zeroes, a molti fan della vecchia guardia potrebbe piacere grazie al “powermetalleggiante” refrain e al doppio assolo di tastiera e chitarra. Siamo in dirittura d’arrivo e non poteva mancare un pezzo lento. Le allegre atmosfere di Cinderblox lasciano il posto alla bella Don’t Be Mean. Sulla carta, la classica ballad power metal, si distingue però per gli indovinati passaggi di violino che le permettono di rivaleggiare con le storiche Letter To Dana e Shamandalie. Il bilancio del disco, finora, è positivo anche se, non tocca i picchi compositivi dei predecessori. 

Le ultime due tracce rialzano però notevolmente le quotazioni di Stones Grow Her Name. È infatti il turno di Wildfire pt.2 e pt.3 (per chi non lo sapesse, la prima Wildfire si trova in Reckoning Night). Ascoltando i due brani, la memoria corre proprio al 2004 e al grandioso Reckoning Night, anche se l’evoluzione sonora si sente eccome. Se il primo Wildfire era la canzone più classica e veloce dell’album, questi due nuovi episodi sono ricchi di variazioni e di inserti inaspettati. In Wildfire pt.2, ritroviamo ad esempio le atmosfere pseudo-western di Cinderblox, in Wildfire pt.3 abbiamo a che fare con un riffing veramente poderoso in apertura e con intermezzi d’archi da brividi. Un’ottima chiusura per un disco dai molti alti e dai pochi bassi. 

Un commento complessivo

Il problema è che quando si parla di bassi, si parla proprio di voragini. Che una band come questa registri un singolo come I Have A Right, nel 2012 e dopo quanto di buono ha prodotto e continua a produrre, è davvero inaccettabile. La qualità e le sonorità generali dell’album fanno tuttavia pensare a un esperimento fallito più che a una dichiarazione d’intenti. I Sonata Arctica del 2012, per quanto mi riguarda, sono promossi anche se, magari, non a pieni voti. Quel che è certo è che l’evoluzione della band pare ben lontana dall’esserci conclusa. Il prossimo lavoro sarà, probabilmente, qualcosa di nuovamente sorprendente. Bisogna tuttavia imparare a considerare i dischi di gruppi come questo come capitoli a sé stanti, che si aprono e si chiudono nel giro di poche decine di minuti. Se avessi preteso una prosecuzione del discorso iniziato con The Days Of Grays, sarei rimasto deluso. I Sonata Arctica (insieme a band quali Blind Guardian o Nightwish) non sono quelli di un determinato album, come Silence o Reckoning Night. Cambiano pelle a ogni disco e l’aver pubblicato due o tre album power metal a inizio carriera, non li rende un gruppo power metal. Fintanto che questo aspetto non sarà compreso e accettato, troppa musica verrà fraintesa e mal giudicata. Un abbraccio ai lettori e a presto! Vi lascio con il video-trailer dell’album. 


Spectraeon_86

domenica 10 giugno 2012

E3 2012: la ricchissima line-up della conferenza Nintendo

Ultima “big conference” di quest’anno, dopo quelle di Microsoft, Electronic Arts, Ubisoft e Sony, ma di certo non la meno chiacchierata. Anzi. Un’ora e mezza buona prima dell’inizio incomincia a circolare la voce che verrà presentato un Mass Effect per Wii U, quindi a un’ora spunta un video (che però viene appurato come fake) di Majora’s Mask sempre per la suddetta console; a 5 minuti dall’inizio non stupisce vedere una certa fibrillazione tra il pubblico presente nella sala. 


La conferenza Nintendo esordisce con un video di Shigeru Miyamoto nel suo ufficio invaso da PikMin, e un attimo dopo è lo stesso Shigeru a salire sul palco a scherzare e introdurre ai fan la filosofia che sta alla base della Wii U: infrangere il rapporto tra la console e lo schermo TV inserendo un nuovo schermo (per di più interattivo) e quindi creando nuove possibilità tra il fruitore e gli schermi a sua disposizione. PikMin 3 è l’esempio introduttivo: ci viene mostrato infatti come lo schermo sul controller ci permetterà di tenere sott’occhio sempre la mappa e avere un vantaggio strategico notevole nel disporre i nostri PikMin. Tra l’altro ci sarà una nuova opzione che permetterà ai giocatori di tenere sott’occhio lo stato di ognuno di loro, si saranno diversi capitani e ci sarà anche una nuova tipologia di PikMin: i Rock PikMin all’aspetto sembrano dei piccoli sassolini. Miyamoto ci saluta estraendo quello che sembrava essere un comune fazzoletto verde dal taschino della giacca e che invece si rivela essere proprio uno delle creature colorate. 

Reggie Fils-Aime sale sul palco e ci illustra nel dettaglio la Wii U: sebbene potrà supportare solo due pad di nuova generazione, essi saranno forniti di pressoché qualunque cosa, oltre al monitor troveremo infatti due grilletti sul retro (rinnovato rispetto al concept per migliorarne l’ergonomia), giroscopio, accelerometro, vibrazione, un microfono e una videocamera, infrarosso, regolazione volume, un riconoscitore di codici specifico per alcuni giochi e un tasto home simile a quelli già visti su Xbox e PS3. Tale tasto infatti servirà a portare l’utente nel Miiverse, una vera e propria piazza in cui vedremo tutti gli altri giocatori connessi in quel momento, le tendenze dei giochi e i commenti degli utenti; una svolta social e un ritorno all’online, dunque, caratterizzati da svariate applicazioni e canali (Youtube su tutti) che rispecchiano le tendenze ormai consolidate dalle altre due major delle console, in ambito di internet e condivisione. Anche nel caso della Wii U ci sarà la possibilità di interfacciarsi al portale tramite smartphone. 

Si torna ai videogame con il nuovo capitolo di Super Mario: New Super Mario Bros. U; oltre a poter giocare fino a 4 giocatori, il gioco supporterà anche controller di diverso tipo (quindi non necessariamente quelli nuovi), il monitor dei nuovi controller fornirà la mappa del livello, ci sarà la possibilità di posizionare elementi su di essa, oltre che una “mini piazza Mii” specifica per questo titolo in cui vedremo quanti utenti stanno giocando e come stanno procedendo; l’impostazione del gameplay però è sostanzialmente la stessa, ovvero di un platform 2D con grafica 3D. 

Altro titolone, questa volta non made in Nintendo, ce lo presenta una delle protagoniste stesse del gioco: Harley Queen, che per l’appunto ci introduce a Batman: Arkham City - Armored Edition, una versione diversa ed esclusiva per la Wii U di Batman: Arkham City, che si differenzia principalmente per il controllo dei gadget e delle armi (oltre che di tutti i menù ed opzioni) tramite il monitor touch screen e direttamente in game, un po’ come avere davvero il batcomputer sempre a portata di mano; gli stessi movimenti di Batman e l’uso dei suoi gadget saranno influenzabili tramite i motion sensor inclinando o muovendo il controller. Di sicuro un’esperienza di gioco più completa ed accattivante di un titolo già entrato negli annali. 

Si passa quindi a un altro gioco della Warner Bros, Scribblenauts Unlimited, nel quale si potranno disegnare qualsiasi personaggio, oggetto, mezzo di trasporto, animale e mostro si desideri e utilizzarli per esplorare il mondo di gioco, oltre che ovviamente condividerli, modificarli a proprio piacimento e giocarci online. Parte quindi una carrellata di titoli che saranno disponibili per Wii U e c’è davvero da lasciarci la mascella: Tekken Tag Tournament 2, Trine 2, Ninja Gaiden 3: Razor's Edge, Aliens Colonial Marines, Mass Effect 3 (il rumor quindi era fondato!) e Darksiders 2. Insomma, la Wii U si aggiorna anche ai giochi più seriosi. 

Si torna a parlare di hardware e in particolare di Wii Fit U: pare che le 43 milioni di Wii Fit e Wii Fit Plus abbiano convinto la Nintendo a portare la famosa balance board anche nella nuova console (chissà perché??), e accoppiandola al nuovo controller non sarà neppure più necessario lo schermo tv; inoltre con il FitMeter si potrà tenere il conto delle calorie spese. Si dà anche un senso al microfono con SiNG, una sorta di “simulatore di concerti live” in quanto i testi compariranno sul monitor del controller e si potrà cantare direttamente davanti ai propri amici (mi rendo conto che si tratta di una definizione da prendere con le pinze). 

Lasciamo la nuova Wii U per presentare nuovi titoli per il Nintendo 3DS, a cominciare da quelli della famiglia di idraulici italiani più famosa al mondo: New Super Mario Bros. 2, e c’è poco da aggiungere oltre che ci sarà una vera “corsa all’oro”, tanto che quando Mario diventerà dorato sarà invincibile. In Paper Mario Sticker Star, graditissimo ritorno che promette molta più profondità rispetto al capitolo precedente, ci saranno adesivi da raccogliere e da riutilizzare come abilità e si potranno modificare e trasformare gli scenari di gioco; e infine verrà riproposto Luigi's Mansion, con nuovi nemici, abilità, ambientazioni... quasi un gioco nuovo. Vengono anche annunciati Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate, Epic Mickey: Power of Illusion, un’edizione di Scribblenauts Unlimited anche per il 3DS e Kingdom Hearts 3D Dream Drop Distance


Si torna alla Wii U con Lego City: Undercover, un action game ambientato in un mondo di mattoncini completamente free roaming, nel quale vestiremo i panni di un poliziotto con tutti i compiti che ne derivano, dal salvare persone all’arrestare criminali, investigare e inseguire; saranno disponibili moltissimi mezzi di trasporto sia di terra che d’aria, e il mondo esplorabile sembra davvero vasto e vario, il tutto bagnato nel classico humour che contraddistingue i titoli Lego; bestemmierò se dico che assomiglia a un Lego GTA in cui si sta dalla parte dei “buoni”? Sarà presente anche una versione per 3DS, praticamente un successo annunciato. 

Sale sul palco Yves Guillemot, capo di Ubisoft, che oltre ai complimenti di rito inizia a illustrare i titoli della sua azienda, che ancora una volta si annuncia privilegiata nei rapporti con Nintendo. Si comincia con Just Dance 4 e ne viene mostrata la modalità “burattinaio”, nella quale, grazie al nuovo controller, si impersonerà il “quinto giocatore”, una sorta di regista che oltre a cambiare d’abito i giocatori sullo schermo potrà mettere in pausa e modificare a proprio piacimento le coreografie. 

Quindi si passa all’atteso Zombie U: dalla conferenza Ubisoft si è rumoreggiato parecchio intorno a questo titolo e si sperava in una spiegazione più approfondita del gameplay, ma tranquilli, il filmato che parte è di puro gameplay e ci illustra come potremo gestire l’inventario, scannerizzare l’area, hackerare computer e porte, mirare con fucili di precisione spingere e picconare (o badilare se preferite) gli zombie che vi attaccheranno. Le possibilità sembrano molte e la grafica all’altezza di altri titoli più blasonati: decisamente più intrigante di Resident Evil 6 e anche più simpatico, visto che con la telecamera del controller sarà possibile scattarsi una foto e vedersi trasformati in zombie. Parte un’altra carrellata di giochi, stavolta della Ubisoft, che saranno presenti nel catalogo Wii U: Assassin's Creed III, The Avengers: Battle for Earth, Rayman Legends e Your Shape Fitness Evolved, una sorta di Wii Fit U ma made in Ubisoft e con moltissime features social. 

Infine ci viene presentata un’altra novità ed è Nintendo al 100%: si tratta infatti di Nintendo Land, un contenitore di vari minigiochi ambientato in un fantomatico parco divertimenti con 12 attrazioni basate tutte su titoli storici della casa nipponica; il parco sarà esplorabile tramite il proprio Mii e quindi in stretta relazione con il Miiverse (multiplayer online?), a seconda poi dei luoghi che visiteremo il nostro Mii cambierà d’abito e sarà giocabile con un controller di nuova generazione e fino a 4 WiiMote classici. Ci vengono presentati The Legend of Zelda: Battle Quest, Animal Crossing: Sweet Day, Donkey Kong's Crash Course, Takamaru's Ninja Castle (in cui lanceremo shuriken ad avversari come in un tiro a segno) e Luigi's Haunted Mansion, che viene preso a esempio specifico. Si tratta di una sorta di PacMan in cui i giocatori devono scappare dai fantasmi che infestano la casa e nel frattempo raccogliere punti, inoltre potrenno contrastare i fantasmi con le torce, che però esauriranno le pile e costringeranno i giocatori a cercarne di altre nella mappa, il tutto però con il giocatore con il controller di nuova generazione che, godendo di una visuale diversa dagli altri (dall’alto della mappa) tramite il monitor del pad, e controllando i vari fantasmi potrà vincere se farà spaventare tutti gli altri. 

Finisce così la conferenza e subito a nastro partono una serie (quasi interminabile a dire il vero) di video-approfondimenti, presentati da Satoru Iwata, dei vari titoli illustrati poco prima. Con questa terminano anche le “big conferences” per quest’anno, Nintendo in particolare ha annunciato che durante il resto dei giorni di apertura dell’E3 verranno fatte delle miniconferenze ad hoc per i vari titoli e nei quali verranno illustrate altre novità. Novità e soprese che appaiono in generale calo, specie se si considera l’alto tasso di ridondanza di alcune parole come “social” , “community” e “DLC in esclusiva”, e pure una generale tendenza a copiare le novità altrui per non rimanere deficitari in nessun campo. Speriamo che almeno le promesse fatte, specie da alcuni trailer, non vengano infrante.

Drow

sabato 9 giugno 2012

E3 2012: i grossi calibri della conferenza Sony

Quarta conferenza dell’E3 2012, scende in campo Sony: Microsoft ha piazzato un bel carico sul piatto e adesso la casa della PlayStation è attesa al banco con altrettante speranze.

Lo schema della conferenza pare che rimanga un classico da alcuni anni: le danze si aprono infatti con un “trailer dei trailers” accompagnati da musiche d’effetto per creare un mash-up di ciò che vedremo durante la presentazione. Personalmente non la trovo una genialata, in quanto fa mancare un po’ la sorpresa per ciò a cui stiamo per assistere. 
Jack Tretton, il super-mega-direttore di Sony America, sale sul palco e inizia una retorica su videogiochi, Sony e risultati che termina con una scritta sui megaschermi: «Never stop playing»; vedremo cosa intende. Nel frattempo, sul palco Jack si dà il cambio con David Cage che presenta il suo nuovo titolo, Beyond: Two Souls, ed effettivamente vengo smentito in pieno, in quanto a tutti gli effetti questo è un titolo nuovo e inaspettato. Il video parte e una Ellen Page (Juno, Inception) in versione digitalizzata ci accoglie in un video in CGI, e bisogna ammettere che han fatto davvero un ottimo lavoro per qualità di espressioni e recitazione. Pare che il gioco sarà basato su una sorta di ragazzina da Sesto senso, dalle fattezze della Page, che oltre a parlare agli spiriti si faccia anche aiutare da loro; per contro la giovane si ritrova un battaglione di SWAT alle calcagna, ma se ne sbarazza senza troppi problemi. Si vede che i suoi sviluppatori sono gli stessi di Heavy Rain; d'altro canto, la contrapposizione di forze armate speciali e ragazzine con poteri sovrannaturali non può che ricordare la serie F.E.A.R.. Sembrerebbe un titolo davvero interessante, perlomeno dal punto di vista della trama e della qualità, speriamo che anche il gameplay sia all’altezza. Stando a quanto detto, Beyond: Two Souls sarà un’esculsiva PlayStation, ottimo punto segnato dalla Sony. 

Si passa quindi a un ben più scanzonato PlayStation All-Star Battle Royale, che ci annunciano sarà il primo di una serie di giochi cross platform, ovvero in cui ci si potrà scontrare giocando sia con una PlayStation 3 sia con una PlayStation Vita: sul palco infatti ci sono sia utenti con i joypad che con la handheld in mano. Altra caratteristica interessante sono gli ambienti, davvero molto “vivi” grazie a piattaforme, botole e trabocchetti tutti movibili e attivabili a seconda dei casi in modi diversi; anche gli sfondi saranno una parte attiva e partecipante ai combattimenti; ovviamente poteri e abilità saranno specifiche per ognuno dei personaggi che hanno segnato la storia della console della Sony (a quelli già annunciati in precedenza vengono ufficialmente aggiunti Nathan Drake di Uncharted e il Big Daddy di Bioshock, che però non è particolarmente legato al mondo PlayStation). Oltre alla funzionalità cross platform ci viene anche presentata la funzione "Cross Controller" che ci permetterà di usare le PlayStation Vita come joypad per la PlayStation 3: Little Big Planet 2 viene portato some esempio di videogioco che sfrutterà questa possibilità. Pare che la Nintendo abbia decisamente spaventato le altre due major delle console per costringerle a inseguirla sulla strada dei controller con schermo così in fretta e furia! 

Torna sul palco Tretton a parlare dei nuovi giochi a disposizione del PSN e di nuove funzioni per il servizio in abbonamento PlayStation Plus, che però inizialmente sarà disponibile solo per il nord America; inoltre molti giochi "PSOne Classics" diverranno disponibili per la PS Vita: Tomb Raider e Final Fantasy VII sono solo due esempi del catalogo che sarà a disposizione degli utenti. 
Vengono poi illustrati nuovi canali che saranno seguibili attraverso la PS Vita, tra cui Youtube, e dulcis in fundo vengono presentati due titoloni in esclusiva per la console portatile: Call of Duty: Black Ops Declassified e, udite udite, Assassin's Creed III Liberation, un vero e proprio spin-off ambientato nello stesso periodo storico del Connor di AC3, ma con protagonista un’assassina femmina a New Orleans! Sarà anche disponibile in bundle per le festività natalizie e con la nuova colorazione Crystal White per la PS Vita. La protagonista si chiamerà Aveline, sarà una mulatta franco-africana e avrà un machete… mi sbilancio: non è che piacerà più questo Liberation che l’AC3 vero e proprio? Forse no: Alex Hutchinson e Philippe Ducharme della Ubisoft salgono sul palco per presentare delle novità su Assassin’s Creed 3, e che novità! Parte infatti un filmato di gameplay ambientato nel mar dei Caraibi, nel quale Connor è al comando di un vascello di pirati (o più probabilmente corsari delle colonie): potremo manovrarlo a nostro piacimento, dare ordini all’equipaggio, potremo muoverci sulla nave stessa in lungo e in largo e soprattutto potremo attaccare le navi nemiche con bordate di cannoni (i quali a loro volta disporranno di diversi tipi di munizioni) e persino abbordarle, in una sola parola: YARRR! La nave si muove in modo molto realistico, così come si danneggia, e anche le condizioni meteo si rivelano molto intriganti con cambi repentini dal sole alla burrasca; pare anche che la nave riprenderà un po’ il sistema gestionale che pareva fosse stato abbandonato, permettendoci di modificare e migliorare (oltre che riparare) la nostra nave volta per volta. 

Da un titolone all’altro: rimaniamo in ambienti tropicali ma questa volta con Far Cry 3 che ci viene ripresentato per illustrarci la promessa campagna in co-op tra 4 giocatori e il multiplayer; i giocatori sul palco poi ci mostrano come la componente stealth nella modalità cooperativa sia ancora più divertente e interattiva, organizzando su due piedi dei mini raid ad ogni attacco (io colpisco quello a destra, tu quello a sinistra e gli altri due ci coprono le spalle dall’alto). Davvero un gioco completo e divertente. 

Si passa quindi a parlare di PlayStation Move (con tanto di frase a effetto: «PlayStation Move - Più di 250 titoli disponibili») e Andrew House, altro capoccia di Sony America, ci annuncia un titolo nuovo ed esemplificativo di queste novità: Wonderbook, una serie di giochi avventura basati sul PlayStation Eye (il Kinect di Sony) che tramite la realtà aumentata permetterà ai più giovani di entrare nelle storia interagendo con i personaggi stessi. 
Tra i vari titoli di questa serie viene citata con la dovuta enfasi J.K. Rowling che con il suo Book of Spells (con ambientazione ovviamente hogwartsiana) permetterà non solo di avere a disposizione un libro di incantesimi da sfogliare ma anche di provare le magie descritte, lanciandole a proprio piacimento e per continuare all’interno del racconto avventura. È certamente un’esperienza che i più piccoli ameranno e che vale la pena di provare (o almeno di vedere), anche solo per capire quanto sia grande il potenziale di una tecnologia simile. Tuttavia la conferenza si perde parecchio in questo titolo e la platea pare un po’ addormentarsi per la lunghezza della presentazione in questione. 

Si passa quindi ad argomenti più seriosi con un’applicazione per smartphone Android (in particolare HTC) chiamata PlayStation Suite, che permetterà esperienze video ludiche targate Sony anche sulla telefonia mobile; di sicuro si sa solo che uscirà nei prossimi mesi. 
Arriva, infine, l’ultima parte della conferenza con l’annuncio di due titoli sviluppati internamente, primo dei quali God of War: Ascension. Manco a dirlo, il gameplay offertoci è estremamente frenetico e, nella migliore tradizione della saga, estremamente crudo; i nemici, sia che siano elefanti antropomorfi o dalla testa caprina, non paiono intimorire il nostro Kratos, e nemmeno i tentacoli di un mostro marino (Kraken?) riescono ad abbatterlo, anzi gli forniscono altre “strade” per raggiungere le zone della mappa che gli interessano. Il gameplay per come viene presentato pare una passeggiata, di certo le ambientazioni sono di assoluto rilievo, sia per spettacolarità, sia per ampiezza e sia per la profondità di campo che si può scorgere tra un combattimento e l’altro nei meravigliosi panorami (chi l’ha detto che non si può essere romantici mentre si macellano mostri mitologici?); difficile pensare a fan delusi, soprattutto anche per l’ottimo riscontro dalla platea presente. 

Ultimo titolo di questa mastodontica conferenza (ben un’ora e mezza totali) è The Last of Us, che si era presentato già prima dell’E3 in alcuni video teaser e aveva suscitato parecchia curiosità intorno a sé. Il gameplay mostrato è una sequela di novità e sequenze di occhi sgranati, raramente abbiamo visto scenari post-apocalittici così ben realizzati, credibili e allo stesso tempo così mozzafiato; per non parlare dell’incontro dei nostri due sopravvissuti con i nemici di turno, nel quale ci viene offerto un approccio stealth, una sparatoria, la presa di un nemico come scudo umano o un paio di scazzottate. The Last of Us sfoggia un'IA estremamente evoluta, sia nei nemici, sia, sopra ogni aspettativa, nella nostra giovane compagna, che ci assisterà quando avremo davvero bisogno di lei e non ogni volta che ci si pari davanti un nemico. L’ambiente diventa davvero molto interattivo, soprattutto durante le scazzottate: potremo infatti sbattere i nemici contro un muro, prendere qualunque oggetto come arma, persino sbattere la testa di qualcuno contro un comò, insomma un gioco davvero, davvero, davvero ricco di novità, e di uno spessore che speriamo vivamente non venga tradito nella fase finale di pubblicazione. 

Senza ombra di dubbio Sony ha risposto colpo su colpo a Microsoft, soprattutto nell’ambito dei titoli e delle esclusive; le novità Beyond: Two Souls e The Last of Us sono dannatamente pesanti, al pari certamente di Watch Dogs, mentre per quel che riguarda l’hardware in sé Sony mi ha dato l’idea di stare ancora rincorrendo sia Microsoft che Nintendo, e che Wonderbook sia solo un abbozzo di risposta alle altre due major, che di contro stanno davvero dominando il relativo mercato. Alla prossima conferenza dunque, con Nintendo che sicuramente saprà stupirci con la nuovissima Wii U.

Drow

venerdì 8 giugno 2012

E3 2012: le sorprese e le delusioni della conferenza Ubisoft

Dopo Microsoft ed Electronic Arts è finalmente il turno di Ubisoft: finalmente perché il nome che tutto l’E3 attende è quello di Assassin’s Creed 3, e oltre a quello lo sviluppatore francese ha svariati “pezzi da 90” che tengono incollati milioni di fan in attesa di news. 


L’inizio è tutto ritmo e musica: come per Microsoft il palco viene invaso da ballerine per presentare Just Dance 4 ed è presente anche la guest star Aisha Tyler per descriverci il gioco, ma null’altro viene mostrato e il succo è “sarà il migliore del suo genere”. Basiti siamo e con la mascella divelta (in senso positivo) rimaniamo visto che compare la scritta Far Cry 3 su tutti gli schermi: a giudicare dalle primissime immagini potremmo soprannominarlo Porn Cry. 
Scherzi a parte, si parte in salsa davvero tribale, per poi tuffarci in acqua e di nuovo nella giungla; sin da subito si capisce che sarà molto importante un approccio stealth, in quanto non appena scoperti si realizza che i nemici sono tanti e i loro proiettili anche di più; la follia è il punto attorno al quale ruota tutta la trama, molti i filmati “onirici”, se così possiamo chiamarli, e già questo dà da pensare, visto quel che abbiamo appena detto riguardo l’approccio stealth. Il ritmo attraverso il quale Far Cry 3 ci viene presentato è di certo molto incalzante e le scene d’azione si susseguono una dopo l’altra,  e l’incrocio di queste con le visioni del protagonista creano un intreccio davvero interessante; vale la pena anche di sottolineare la possibilità di giocare in co-op offline a 4 giocatori, una vera goduria per le serate tra amici. 

Max Beland ci introduce subito dopo a Splinter Cell: Blacklist in qualità di creative director: diversamente dal filmato mostratoci durante la conferenza Microsoft, questo è solo in CGI e ci giustifica anche a livello di trama la possibilità di giocare in co-op; altro filmato in CGI per The Avengers: Battle for Earth: pugni, fulmini e sganassoni, peccato non ci dica nulla di più sul gioco vero e proprio. 

A risollevare gli animi arriva un altro titolone che la folla aspettava impaziente: Rayman Legends. L’accoppiata in questo caso è con Wii U e bisogna dire che sarà quasi certamente vincente, a partire dal fatto che si potrà giocare fino a 5 giocatori contemporaneamente (sì, proprio cinque!) e che alcune azioni saranno controllate tramite il touch screen del nuovo controller nonché dal suo accelerometro; la struttura è quella di Rayman Origins, ma proprio per questo non tradisce i fan della saga, che anzi a fine presentazione applaudiscono con una vera standing ovation, soprattutto per quello che sembra una sorta di livello musicale dal ritmo davvero incalzante. Si passa quindi a un'atmosfera decisamente più gore con Zombie U (manco a dirlo esclusiva Wii U), che però si mostra solo tramite un filmato CGI in cui ammiriamo la devastazione portata dai non morti a Londra e nulla più. 

Dopo una rapidissima carrellata a vari titoli minori, sempre in esclusiva per la Wii U, (tra cui anche i Rabbids) si passa a quello che tutti aspettavano: Assassin’s Creed 3. Si parte con un trailer in CGI in cui l’assassino fa la solita parte da Capitan America di Avengers e uccide il cattivone templare di turno, quindi si passa al gamplay vero e proprio con una corsa acrobatica in mezzo a un bosco innevato e con Connor, il novello assassino, in caccia di daini; la caccia è fruttuosa ma attira altri animali, meno impauriti e più famelici (i lupi in questo caso) e qui si conferma che questa volta gli umani non saranno gli unici nemici. 
Entrando in un accampamento alleato, inoltre, fa davvero piacere vivere l’evoluzione che il gioco ha preso nell’interazione con gli npc, i quali infatti non brilleranno più come degli alberi di natale in attesa della vostra considerazione ma vi si faranno incontro per chiedervi aiuto e automaticamente la loro richiesta si tramuterà in una quest attiva; allo stesso modo, per completare le suddette basterà avvicinarsi a chi di dovuto e il nostro assassino vi interagirà in modo molto realistico; poco dopo una nuova sessione acrobatica tra alberi e rocce fornisce lo spunto per una riflessione: nelle prime ore di gioco sarà probabilmente molto più difficile muoversi furtivamente e in alto rispetto ai nemici a terra, per il semplice fatto che mancherà il colpo d’occhio per gli appigli dove arrampicarsi e per i passaggi tra un albero e l’altro, piuttosto che tra una roccia ed un’altra, in quanto rimangono molto più mimetizzati nell’ambiente circostante. 
Arriviamo invece a una nota dolente, ovvero i combattimenti, che sicuramente diventano molto più veloci e dinamici (sarà infatti possibile attaccare e uccidere in corsa), ma gli avversari continueranno a farsi avanti uno alla volta salvo rare eccezioni (ad esempio un plotone che spara una raffica di colpi tutti assieme contro il protagonista); in compenso le azioni possibili sono molte di più e sicuramente da attivare molto più in fretta rispetto ai capitoli precedenti. Se si vuole essere cinici però questo filmato non ci porta assolutamente nulla che non fosse già stato dichiarato dagli sviluppatori prima di questa conferenza e un po’ di amaro in bocca lo lascia. 

Con un simpatico siparietto viene presentato a sorpresa ShootMania Storm, l’FPS della Nadeo e “cugino” del famosissimo TrackMania. Viene organizzato uno scontro direttamente sul palco tra un team di 3 fanciulle e uno di 3 ragazzi (tra cui pure un italiano!) e la partita si rivela davvero frenetica e veloce: il gioco infatti è pensato proprio per le partite online e nella sua semplicità incuriosisce parecchio, soprattutto per quelle armi spara-laser e quelle armature illuminate; sia i campi di battaglia che gli equipaggiamenti saranno personalizzabili e condivisibili nel pieno stile del “cugino” corsaiolo. 

Dopo una carrellata del servizio online di multiplayer della Ubisoft per i vari titoli per pc (Trials Evolution, The Settlers Online, Ghost Recon Online su tutti) annuncio ancora più a sopresa di un titolo completamente nuovo: Watch Dogs. 
Il titolo si scopre solo alla fine di un lungo filmato di infografica che ci racconta di come nel 2003 un blackout causato da un virus nel nord-est degli Stati Uniti abbia ucciso 11 persone e di come nel 2013 la gente comune sia diventata una sorgente pressoché infinita di dati preziosissimi, raccolti e influenzati da un solo megacomputer, e in particolare da chi controlla quel computer; il successivo video di gameplay, oltre ad una grafica davvero di altissimo livello, ci mostra un uomo “infiltrato” che grazie ad un “telecomando” può influenzare a proprio piacimento qualunque apparecchio elettronico collegato a una rete, semafori compresi, e proprio tramite quel dispositivo può infiltrarsi dove vuole, conoscere ogni informazione di ogni npc intorno a lui e causare diversivi di vari tipi. 
Il filmato si conclude con una bella scena d’azione: dopo aver causato un incidente bloccando un semaforo, assistiamo a una bella sparatoria con tanto di bullet time, al termine della quale uccidiamo il nostro obiettivo e fuggiamo dalla polizia in arrivo saltando un ponte che noi stessi abbiamo provveduto a far sollevare. Non c’è che dire, davvero uno schema intrigante e nuovo allo stesso tempo, con quel sapore di stealth che ormai Ubisoft ha imparato a gestire davvero bene. 

Finisce la conferenza e nell’attesa di quella della Sony possiamo ritenerci soddisfatti al 50% da Ubi: certo da una parte Far Cry 3, Rayman Legends e questo nuovo Watch Dogs hanno davvero incanalato l’attenzione degli spettatori, ma l’assenza di news consistenti su Assassin’s Creed 3 pesa molto, e pesa ancor di più, a mio modesto parere, che anche quest’anno non si sia minimamente accennato a Beyond Good & Evil 2, seppure moltissimi fan lo aspettino ormai da anni e avessero ricominciato a sperare grazie ad alcune notizie e screen usciti poche settimane prima dell’E3.

Drow

giovedì 7 giugno 2012

E3 2012: i giochi presentati nella conferenza Electronic Arts

Prosegue lo speciale E3 2012, con le novità e le anticipazioni più interessanti dell'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles di quest'anno.


Dopo la conferenza made in Redmond, è iniziata la conferenza made in Redwood, e lo fa alla stessa maniera del suo predecessore: con un trailer di Dead Space 3 davvero stordente. Un pianeta minerario ghiacciato, mostri a iosa e di tutte le taglie, ritmo davvero molto incalzante e possibilità di co-op online e offline... buone le premesse anche se si tratta pressoché di un teaser trailer. Arriva poi l’ora di Madden NFL 13: vista e considerata la presentazione già effettuata durante la conferenza Microsoft, questa volta ci si sofferma maggiormente sul comparto tecnico e in particolare sull’Infinity Engine, motore fisico per la simulazione di impatti simile all’Impact Engine di FIFA ma che garantiscono sarà differente, sul maggiore realismo delle azioni e dei movimenti nonché sull’esaltazione delle abilità dei singoli giocatori, altra feature applicata similmente a FIFA; le parti social e manageriali verranno enormemente evolute e applicate al sistema già introdotto dell’Xbox Smart Glass.

Altro giro, altro titolone atteso da molti fan: SimCity, che però a sorpresa viene introdotto da un altro gioco sempre targato Maxis, cioè il SimCity Social giocabile su Facebook nel giro di poche settimane. Si tratterà di una sorta di “appetizer” del titolo vero e proprio, con meccaniche simili ma semplificate per adattarsi meglio al contesto del social network, e magari emulare il successo di The Sims Online; simpatico il trailer fortemente “anti-Farmville & co.”. 


Passando al titolo vero e proprio, viene ribadito che per SimCity sarà sempre necessaria la connessione online, si potrà giocare in single player ma il punto forte sarà proprio il multiplayer, favorito anche dalla possibilità di specializzare le città (industriale, turistica, ecc); le potenzialità del motore Glassbox sono quelle che si erano già viste nei mesi scorsi, ma è sempre una gioia per gli occhi rivedere come si muovono le persone e il traffico all’interno della città e tra le città. Altra menzione d’onore va alla novità nella categoria dei disastri che possono funestare le metropoli dei giocatori: l’attacco di Godzilla!

Ma passiamo a un gioco da 50 milioni di giocatori, Battlefield 3, ovviamente non per presentare il gioco in sé che è già uscito ad ottobre, ma nemmeno per un DLC! Il duo West e Zampella infatti è salito sul palco per presentare un nuovo “servizio”: Battlefield 3 Premium (già un nome simile dà il prurito ovunque a uno che gioca online), che per una "modica" cifra elargirà agli utenti mappe, veicoli, armi, bonus, contenuti aggiuntivi e si potranno ottenere 5 espansioni ben due settimane prima che escano per tutti, insomma una sorta di Call of Duty Elite riveduto e (poco) corretto; qual è la modica cifra dell’abbonamento? 49,99$. La nota comica è che proprio la EA si era lamentata del servizio Elite della rivale Activison; il fatto doppiamente comico è che in contemporanea alla conferenza è partito un sondaggio online tra alcuni siti specialistici in cui si chiedeva un’opinione sul servizio della EA: oltre il 70% ha fermamente dichiarato “non mi interessa” e quasi il 15% ha nicchiato con “così così”; si preannuncia un altro flop sulla falsariga di quello di CoD?

Non riusciamo quasi a darci una risposta che parte una canzone fin troppo famosa per non girarsi di scatto: è il turno di Star Wars: The Old Republic. Vengono infatti presentate le ultime novità per il mmorpg delle galassie lontane lontane, e in particolare nuove zone pvp e il nuovo pianeta esplorabile Makeb, nuove classi, nuovi compagni, una modalità “nightmare” per aumentare ulteriormente la difficoltà. A luglio verrà pubblicata la grossa patch contenente queste aggiunte e verrà anche inaugurata una versione free to play del gioco, che permetterà a tutti di provarlo fino a livello 15. Di slancio si passa a Medal of Honor Warfighter: altro fps, stesso motore grafico di Battlefield 3 e ovviamente stesso publisher, verrebbe quasi da pensare ad un conflitto d’interessi! 
Eppure se negli altri titoli fps le novità scarseggiano il nuovo MoH dimostra che piccoli aggiornamenti ben mirati possono fare la differenza: dal video di gameplay si nota subito una componente molto importante, a parte un mirino davvero minimale e il contatore dei proiettili l'interfaccia non c’è, o meglio c’è ma solo per quando il gioco chiederà all’utente di effettuare determinate scelte; aprire una porta sfondandola con un calcio secco o rompendo prima la serratura, lanciare granate preventive o irrompere senza tanti preamboli avranno conseguenze di cui tener conto. L’ambientazione generale è contemporanea, visto che ci viene mostrato uno scontro di militari contro una roccaforte di pirati somali; naturalmente anche le armi e i droni armati sono di ultima generazione e iper-realistici in tutti i comportamenti. Trattandosi all'apparenza di un fps meno da trama hollywoodiana e più da cronaca estera, stona giusto una sorta di bullet-time mostrato durante il trailer, ma per il resto pare davvero tutto perfetto. Ovviamente non mancherà il multiplayer con anche qua una piccola ma simpatica nuova feature: la possibilità di combattere nei team militari più famosi (i Navy SEAL e gli SFOD‐D statunitensi, i GROM polacchi, i JTF2 canadesi, i SASR australiani, i SAS Britannici e gli Spetsnaz Alfa russi giusto per citare quelli presentati), sollevando certamente orgogli nazionali tra i player più incalliti. Non ci resta che sperare che aggiungano anche i Parà della Folgore!

Dopo Madden è il turno anche di FIFA 13: oltre alle già citate migliorie dell’Impact Engine viene sottolineata un'IA sviluppata, con Messi e una serie di opzioni social tramite il portale “FIFA football social club” (che tra l’altro dicono sia arrivata ad 11 milioni di iscritti) che permetteranno di acquisire punti da spendere per sbloccare nuovi elementi tipo le divise storiche dei club. 
Rombano i motori e arriva rapido il reboot di Need For Speed: Most Wanted: sempre arcade, sempre fracassone, sempre contro la pula e sempre pieno di cutscenes (forse persino troppe). Simpatico il finale del filmato nel quale si scopre che i partecipanti alla sfida sono i membri della casa reale inglese (regina Elisabetta compresa!), questo sicuramente per ribadire la possibilità di confrontare le varie statistiche con gli altri utenti, migliorare i propri punteggi e quindi scalare le classifiche mondiali; bisogna ammettere che la EA sta davvero puntando molto sulla creazione di community online per i vari giochi e sfruttarle il più possibile in modo interattivo e per l’appunto “sociale”.

Il Cryengine 3 chiude infine la conferenza slogandoci la mascella: Crysis 3, come tutti si aspettavano, stupisce soprattutto per gli effetti speciali del motore grafico e la qualità delle animazioni; la tuta come al solito offrirà tutta la gamma di “poteri” superumani e i nemici su cui sperimentarli davvero non mancano, senza contare che anche gli elicotteri ci dimostrano essere abbattibili con arco e frecce.

Drow

mercoledì 6 giugno 2012

E3 2012: la conferenza Microsoft, novità e impressioni

Quest’anno le premesse per l’E3 non erano buone: THQ, Sega, Blizzard, Bungie e Valve avevano dato forfait con largo anticipo (certo, nel caso della Blizzard è un’assenza che dura ormai da 5 anni, ma visto che quest’anno non organizzerà nemmeno il suo privato BlizzCon si sperava in una sua partecipazione), ciò nonostante dopo le “big conferences” dei pezzi grossi, ovvero Microsoft, Electronic Arts, Ubisoft e Nintendo gli animi degli appassionati hanno avuto di che riscaldarsi (e di che lamentarsi). 



Negli ultimi anni Microsoft ha dovuto davvero ringraziare la sua Xbox360: mentre negli altri comparti software e hardware continuano a tentennare e perdere colpi, la sua console ha continuato a guadagnare fette di mercato, esclusive e appassionati; era lecito pensare che la tensione a Redmond fosse alta, che la responsabilità di non sbagliare colpo pesasse come un macigno… e invece no! 
La conferenza infatti è partita di slancio, con un diritto potente che ha slogato la mascella di tutti senza preavviso, in una parola (anzi 2) Halo 4: non il classico filmato in CGI ma addirittura un live action con attori veri per introdurre la storia e immediatamente dopo un gameplay con una grafica mozzafiato, tanto che quasi non si distingue dal filmato introduttivo; nuovi nemici, un’ambientazione molto più “naturale”, un pianeta selvaggio con nemici ultratecnologici ma dal sapore tribale e soprattutto una HUD, l'interfaccia a schermo, molto più discreta, simile davvero a quella che ci immagineremmo all’interno del casco di Master Chief (una vera chicca a mio parere il “mini hud” direttamente sul mitragliatore per i colpi rimanenti). Inutile dire che le premesse per un altro capolavoro ci sono tutte. 

Don Mattrick apre la conferenza vera e propria introducendoci in quello che la Microsoft vuole fare diventare il suo vero valore aggiunto contro Sony e Nintendo; inizia a illustrarlo tramite la presentazione del nuovo Splinter Cell Blacklist: ambientazione irachena e missione da “solito” infiltrato; dal filmato è parso un pelo meno stealth, con un approccio all’ambiente circostante che “sa” di Assassin’s Creed e la possibilità di giocare in co-op. Vedremo i fan della saga cosa ne penseranno e se la trama made by Tom Clancy continuerà a essere all’altezza dell’autore. Intanto sbuca una feature vocale legata al Kinect… già perché a quanto pare l’esperimento di Mass Effect 3 è piaciuto, e proprio sul comando vocale la Microsoft ha lavorato assiduamente: la “palla” (e in questo caso è doveroso) passa infatti ad Andrew Wilson della EA Sports, che illustra come FIFA13 e Madden beneficeranno di questa innovazione; in entrambi i titoli sarà infatti possibile gestire le tattiche, sostituzioni e compagnia bella in real time durante la partita come dei veri allenatori: giovani Trapattoni fatevi sotto, dunque, e tranquilli: il Kinect non riconoscerà solo l’inglese ma anche l’italiano (attenti: inveire contro l’arbitro pare si rivelerà altrettanto realistico e quindi negativo). 

Phil Spencer continua introducendo il primo Fable senza Molyneux, ovvero Fable the Journey, gioco in questo caso basato interamente sul Kinect, in quanto ci troveremo a gesticolare davanti al televisore per evocare magie differenti a seconda delle movenze e scagliarle contro i nemici (oltre che viaggiare per il mondo con tanto di carrozzone trainato da cavallo); si passa quindi al nuovissimo Gears of War Judgement: filmato carico di adrenalina e testosterone ma giusto per stuzzicare l’appetito e null’altro; un altro teaser trailer lo segue a ruota, quello di Forza Motorsport Horizon, che propone un’ambientazione molto libera, un approccio che pare decisamente più arcade e un parco auto di vecchie, nuove e nuovissime glorie (la Viper: Slurp!). 

Il caro Medhi del dipartimento Marketing invece ci riporta all’ordine (e al Kinect) con le novità multimediali legate all’X360, ormai completamente controllabile tramite la voce: con le mani in tasca espone infatti il riconoscimento di svariate lingue oltre l’inglese (come detto poco sopra anche l’italiano), i nuovi canali Machinima, Nickelodeon, Paramount, Nba, Nhl, Mlb, un’integrazione totale dei canali espn il tutto in full HD, e manco a dirlo, parlando di vocalità ci saranno novità anche musicali e sul fitness; a tal proposito sale sul palco Olander della Nike che spiega come grazie ad un piccolo braccialetto elettronico il Kinect registrerà i movimenti durante gli allenamenti, creando quindi una storia e illustrandoci i nostri miglioramenti negli esercizi, oltre che permettendoci di condividere i risultati e le nostre “schede allenamento” con il resto della community. 
Come ciliegina sulla torta ci viene infine mostrata la nuova applicazione Xbox Smart Glass che creerà un vero collegamento multimediale tra console, tablet e smartphone. Esempi pratici: inizi a vedere un film su tablet? Lo sposti sulla tv di casa e sul tablet ottieni informazioni aggiuntive al film. Giochi a Fifa o Madden? Sul tablet tieni ben visibili le tattiche e le formazioni. Partita ad Halo? Gestisci le armi o tieni d’occhio la mappa. Passare da un dispositivo all’altro è un chiaro riferimento alla Wii U, ma le meccaniche gestibili completamente a voce sono una contromossa davvero di spessore; il tutto grazie a un vero e proprio browser che gestirà tutte queste informazioni come un novello Windows 8 e con tanto di Internet Explorer 10 e navigazione (giusto per ribadirlo per la millesima volte) a controllo vocale. 

Si torna a bomba sui videogames con un titolone con la T maiuscola: Tomb Raider. Il reboot dell’arcinota saga saprà ridare lustro al titolo? Quel che i miei occhi sgranati vedono dice di sì! 
Tralasciando il fatto che un titolo così fortemente “Sony” venga annunciato dalla Microsoft e che tutti i primi contenuti scaricabili saranno un’esclusiva X360, è un gioco che davvero può segnare la storia nel gameplay degli action games: innanzitutto l’ambiente, è lui il vero padrone delle azioni, scordiamoci rifugi dietro botti o tavoli di legno indistruttibili o pareti di rocce antiproiettili, ogni elemento intorno a noi durerà ben poco sotto i colpi dei nemici se ci faremo scoprire. E qui entra in gioco anche l’IA degli avversari che pare (pare!) davvero intelligente, tanto che useranno a loro volta gli oggetti e l’ambiente circostante per difendersi. 
Trattandosi di un survival quasi horror, la tatticità con cui affronteremo gli scontri sarà cruciale per sopravvivere, e come detto prima l’ambiente è davvero al centro dell’azione: un passo falso in un guado e ci ritroveremo ad annaspare tra forti correnti schivando rocce ed altro; cascare su un tetto da troppo in alto non sarà una passeggiata di routine, anzi, fracassando il tetto e cascando al di sotto rischierete di farvi sentire e scoprire; persino planare con il paracadute ci riserverà spiacevoli inconvenienti se passeremo troppo vicini agli alberi; su tutto una nota davvero di merito va alla giovane Lara, della quale saranno sempre ben visibili la sofferenza e il dolore, per non parlare della trama che la segnerà minuto dopo minuto. Un plauso più che sentito (anche dalla platea). 

Sembra impossibile ma tutto questo è stato spiegato in appena mezz’ora, e la conferenza è ancora proseguita; si passa infatti alle esclusive mondiali X360, Ascend: New Gods, di stampo fantasy, LocoCycle, fantascientifico e molto “Tron-style”, e un certo Matter per Kinect, ancora poco svelato. Urla, grida e tanti zombie ci invitano invece a parlare di Resident Evil 6, purtroppo però non con la stessa verve di Tomb Raider: anche qui i fan si aspettavano una promessa molto forte, da Capcom in particolare, ma in quasi 5 minuti di gameplay si son viste le solite scene di devastazione nella solita città simil-Raccoon City, con i soliti disastri che peggiorano sempre più la situazione di minuto in minuto; davvero nulla di nuovo sul fronte. Peccato! 
Da Xbox Live viene presentato Wreckateer, un angry bird in piena salsa medievale e con castelli da abbattere, che non può non ricordare l'avo Crush the Castle; subito dopo parte la comicità assolutamente politically scorrect del nuovo South Park: The Stick of Truth, con teaser trailer condito dalle battute dei due autori del cartone Trey Parker e Matt Stone. Parte una musica sfrenata e ballerini invadono il palco per presentare Dance Central 3, con Usher che fa da guest star e ci mostra in tempo reale, oltre che sugli schermi, il gameplay ballerino del titolo. 

Ritorna Don Mattrick, visibilmente contento, per concludere la conferenza introducendo l’ultimo (ma senza dubbio non meno importante) titolo, Call of Duty: Black Ops 2! Il problema (non una novità) è quello di tutti gli fps degli ultimi tempi, cioè la scarsità di innovazione. Si vedono una città che crolla, del gameplay misto a cut scenes, ambientato in un futuro prossimo, con droni, aerei con tecnologia VTOL (vertical take-off and landing), elicotteri e gadget ipertecnologici. Parafrasando alcuni giornalisti italiani al riguardo, “fate girare un FPS a caso tra i più in voga degli ultimi 5 anni al limite su una console a caso e vedrete ciò che stiamo vedendo noi”; certo grafica e IA sono aggiornate e migliorate, ma pare ancora mancare qualcosa di davvero interessante; ciò nonostante sono sicuro che andrà a ruba senza problemi. 

La conferenza Microsoft si è conclusa qua: sembrano davvero impossibili così tante novità in un’ora soltanto. Si è poi passato alla conferenza EA, sperando che fosse altrettanto interessante e gustosa.

Drow